Il verbale, Marco Berisso, Derive e Approdi, 2000 « lettureliguri
 

Il verbale, Marco Berisso, Derive e Approdi, 2000

berisso


È la Genova notturna dei carruggi quella che emerge dal romanzo d’esordio di Marco Berisso, “Il Verbale”. Dall’Expo, attraverso la strada bella di San Lorenzo, fino a piazza Banchi e poi a perdersi nel dedalo del centro storico genovese. Berisso esce dalla Genova turistica e un po’ artefatta dei “grandi eventi” per addentrarsi nella Genova scura, nera, in cui etnie, religioni, lingue, si mescolano in un intreccio di vicoli senza nome e di piazzette improvvise. “Dai lati del vicolo, strettissimo, si aprivano altri vicoli interni. La luce a terra era pochissima, però c’erano delle finestre aperte e illuminate. Da qualche parte, in alto, arrivava della musica, delle voci”. Coloro che conoscono i fili invisibili dei vicoli non sono i genovesi, quasi spauriti in una città notturna che sembra emergere dal profondo, ma gli stranieri che la abitano di nascosto: arabi, senegalesi, marocchini. Appaiono di notte come magi e convivono con i topi ‘enormi’ camminando nei loro sandali tranquilli, districandosi nei carruggi come se ci fossero nati da sempre. Genova, città di palazzi distrutti, crollati e mai più ricostruiti, di pantegane rumorose, di misteri provenienti dal passato. Quella che non troverete su nessuna guida turistica, e che continua a sopravvivere da secoli all’ombra di un faro da cartolina.

Percorso consigliato: piazza Banchi, via Degli Orefici, via di Soziglia, via dei Macelli di Soziglia, vicolo Lavagna, via della Maddalena, via di Fossatello, via del Campo, vicolo della Croce Bianca (il tutto dopo le 23.00).

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