Le Ucronie di Giampietro Stocco

Cosa sarebbe successo se Mussolini avesse perseverato nel suo atteggiamento di non-belligeranza e l’Italia non avesse mai partecipato alla seconda guerra mondiale? Da questa ipotesi nei due romanzi di Giampietro Stocco ‘Nero Italiano‘ e ‘Dea del caos‘ prende vita una sorta di realtà alternativa, dove gli avvenimenti politici e sociali dell’ultimo cinquantennio seguono inevitabilmente un percorso diverso, dove il fascismo non crolla fino alla seconda metà degli anni settanta e l’Italia finisce per disgregarsi.
Perfettamente integrata con la storia, o meglio la fanta-storia, troviamo la vicenda personale di un giornalista -solo nel primo volume, assieme alla figlia nel secondo- che risulta essere un testimone-attore di avvenimenti epocali che sarebbero potuti accadere se il percorso politico del mondo si fosse articolato in un viaggio diverso.
In questi due libri ci sono molti elementi interessanti e degni di riflessione.
Innanzi tutto il genere, di cui Stocco non è soltanto autore, ma che cerca anche di far conoscere attraverso i suoi siti (www.giampietrostocco.it e www.alternatehistory.co.uk).
Se lo stimolo alla produzione della letteratura fantascientifica può essere rappresentato da un ‘cosa succederebbe se…’ la storia alternativa parte da un ‘cosa sarebbe successo se…’ rendendo in un certo modo lo sviluppo del tema più soggetto alla disamina del lettore che conosce la storia, e che ancor più che nella letteratura fanascientifica richiede coerenza e plausibilità. E così, partecipi del gioco di Stocco, ci si ritrova pagina dopo pagina a cercare di immaginarsi questa Italia fascista, privata dell’evoluzione storica a noi nota, e a valutare se i fatti che l’autore ci presenta potrebbero veramente aver seguito un certo percorso piuttosto che un altro. Probabilmente il romanzo dimostra di essere riuscito proprio quando il lettore prova la voglia di ‘giocare’ un po’ ed immaginarsi strade ancora diverse.
Il romanzo tiene, la storia è credibile, anche se la creatività e la critica del lettore possono evidenziare punti d’attrito (solo per citare due casi che hanno stimolato la mia attenzione: può l’Italia restare una potenza coloniale, anche se in veloce disfacimento, mentre il mondo attorno a lei riorganizza la politica internazionale secondo nuove modalità? E’ accettabile la presenza di un personaggio femminile, una sorta di antieroe potente quanto magnifico, in un’Italia che non solo non ha sperimentato il femminismo, ma neanche tutte quelle condizioni che hanno dato vita al movimento?).
Ma le riflessioni non si limitano al genere. Come già detto, accanto alla Storia e ai suoi personaggi (veri o frutto di fantasia, sono dipinti a tinte forti, credibili e reali, a partire dalla affascinante Maria De Carli, ministro del Governo Fascista) vi sono le vicende personali di Marco Diletti, giornalista come l’autore, che in certa parte è responsabile degli stessi avvenimenti politici, in cui il desiderio di carriera nasconde la amara consapevolezza di essere solo parzialmente autore della storia, tanto per le sue azioni quanto per il suo ruolo di ‘occhio’ giornalistico che vede e riporta i fatti secondo una propria visuale.
Forse in questo senso risulta meno riuscito il secondo romanzo, che deve fare i conti con una realtà, sì alternativa, ma parallela all’attuale, e che nel finale sembra quasi lasciar andare l’ucronia per concedersi una deriva maggiormente fantascientifica.
Secondo volume comunque necessario, perché svela i grandi segreti che si nascondono dietro al personaggio di Maria De Carli (forse intuibili anche troppo presto, nelle prime quaranta pagine del romanzo), e ancor più divertente per noi genovesi, in quanto gran parte della storia si svolge nella nostra città che se pur diversa, resta riconoscibile nelle strade, nei colori dei suoi vicoli e nelle sue istituzioni.
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